Archivio per la categoria 'Tragicomico'

Venerdì 17 è solo il giorno prima di sabato 18

Sembra che Pitagora non avesse in buona considerazione il 17. Gli attribuiva la colpa di starsene li tra due numeri, il 16 ed il 18, che sembravano fatti apposta per descrivere quadrilateri ad angolo retto.

Il 17 era scomodo, non  divisibile che per se stesso e privo una radice tra i numeri naturali. Un bel problema insomma, specie quando la mamma al mercato comprava 17 mele e voleva poi dividere in 3 parti uguali.

A Roma il 17 divenne XVII,  un numero senza infamia e senza lode. Secoli dopo però un precursore della Settimana enigmistica si diverti con l’anagramma VIXI (ho vissuto) e riaprì la ferita.

Per evitare nuovamente simili sciagure si convenì fosse necessario distinguere meglio le lettere dalle cifre e si adottò, con somma saggezza, la numerazione araba.

Nel mezzo tuttavia qualcosa deve essere andato storto. Me ne accorgo ad ogni piano 12bis,  sguardo spaventato di gatto in nero, pizzico di sale volante o coccio di specchio lavato in torrente che scorre a sud. Me ne accorgo se il CICAP deve addirittura inventarsi la Prima Giornata Anti-Superstizione per spiegare che venerdì 17 è solo il giorno che precede sabato 18.

good idea and bad idea

good idea:
Mettere pantaloni e t-shirt bianchi per passeggiare sul lungomare.

bad idea:
Mettere pantaloni e t-shirt bianchi per far visita a qualcuno in ospedale.

Mi dichiaro

Il 54% degli italiani ufficialmente vive con meno di 15 mila euro l’anno. Solo uno ogni 100 ne dichiara più di 100 mila. Mediamente il 51% delle società chiude l’anno in perdita. Il 40% di chi ha una partita iva dichiara meno di 10 mila euro l’anno. Ci sarebbe da preoccuparsi a leggere questi numeri, ci sarebbe da immaginare un Paese con una povertà diffusa e dilagante.

Poi ti guardi un attimo in giro. Un occhio su un parcheggio e trovi solo auto dai 30 mila euro in su. Il più fesso dei “nullatenenti” oggi come oggi gira in bmw con ampio tarocco estetico al seguito e stereo sempre a palla. Guardi la prima graduatoria pubblica che ti passa sotto gli occhi e i “reddito zero” occupano pagina e pagine e pagine. Magari gli stessi con un paio di villette al mare e abiti rigorosamente griffati. Te ne vai a farti torturare da un dentista e scopri che “si la fattura si può anche fare ma costa il 20% in più”.

Il punto è che tutta questa gente sta rubando, ne più e ne meno. Rubano perché non contribuiscono al costo dei servizi nella misura in cui dovrebbero. Rubano perché costringono altri a pagare anche per loro. Rubano perché si avvantaggiano scorrettamente rispetto ai concorrenti.

Il vero scandalo sono queste così palesi, evidenti e perfino offensive discrepanze. Questa tollerata presa per il culo. Questo stracciarsi preventivo delle vesti. E non certo un poco di trasparenza.

Cordata in partenza sul binario 5

E uno si chiede, perché spremersi le meningi ascrivere un post quando c’è così tanto materiale sottoutilizzato?

“Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l’ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se si mettono a zignare potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E’ una minaccia, non una decisione” (Il principale esponente, 24.04.08; Fonte Ansa)

“Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi” [...] “I fucili sono sempre caldi” (Il pistolero padano 29.04.2008; Fonte Ansa).

Fumogeni, cori da stadio, applausi, bandiere tricolori e saluti romani. Alla festa al Campidoglio per la vittoria di Gianni Alemanno sono spuntati anche quelli: i saluti in stile fascista sullo scalone che risale alla piazza del Comune. (Fonte: Repubblica)

Pessimismo spinto

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