Archivio per la categoria 'Politica'

Il paese senza alba

Mandino pure i poliziotti nelle scuole, nelle università e nelle piazze. A fare cosa poi? a picchiare gente armata di striscioni? A contrapporre le tenute anti-sommossa agli zaini ed i libri? A sovrapporre il frastuono delle armi alla rumorosità dei cori? Vengano a vedere semmai, vengano a guardarle negli occhi queste generazioni di privilegiati su cui è così maledettamente facile scaricare ogni lurida colpa.

Vadano anche nelle redazioni a leggere gli editoriali e a controllare parola per parola che ogni articolo rispecchi la verità, che proprio come i maestri, deve essere unica. Evidentemente troppo deficiente questo popolo per farsi una propria corretta versione dei fatti.

Non andranno invece, perché dietro la forza dell’arroganza sta sempre la viltà della menzogna, e dietro i monologhi delle verità assolute corre sempre la paura del dissenso motivato.

Certi uomini si misurano dalle parole, dal dire costo anziché investimento, dal sentenziare solo quando non vi è controparte, dal ridere come idioti compiaciuti difronte allo specchio.

E poco importa se non ci sarà una nuova alba all’indomani, se quella generazione che più a succhiato linfa a questo paese è la stessa che oggi ruba anche il domani ai suoi figli.

~ demone ~

La scuola, le banche, la Gelmini (Pino Corrias)
Basta parlar male di Berlusconi (Pier Vittorio Buffa)
Benzina sul fuoco (PD)
La Gelmini e i panzer ottusi (Flavia Amabile)

Questo è un post politico

Questo è un post politico. Io odio parlare di politica, ma ciò non toglie che questo resti un post fottutamente politico la cui lettura è quindi vivamente sconsigliata. Devastanti crisi da noia, istinti suicidi, ideali spezzati, furiosi mal di testa, allucinazioni, crisi di panico, convulsioni, conati di vomito sono solo alcuni degli effetti collaterali che possono sopraggiungere durante la lettura di questo post.

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Schedateci Tutti

Benjamin Franklin, quando non era impegnato a giocare con gli aquiloni sotto i temporali, diceva: “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza“. E’ questa una frase che cito spesso negli ultimi anni in ambiti molto diversi tra loro ma accomunati però dallo stesso disprezzo della libertà degli individui sacrificata di volta in volta all’economia, al guadagno, al consenso o alla sicurezza.

Se di schedatura si deve trattare che schedatura sia, ma cominciate da me per favore. E schedate poi i cammorristi che girano in Mercedes nel centro di Napoli, schedate i caporali che svendono il lavoro umano, scedate i ladri di vita, schedate le madri che uccidono i figli, schedate gli spacciatori, schedate gli iternauti. E poi ovviamente schedate corrotti e corruttori, atei e credenti, giusti ed infami. Schedateci tutti e togliamoci il pensiero.

Informazione in streaming

Oggi alle 14 il ..log di Filosoffessa farà da mirror ad un intervento di Marco Travaglio. Nella mia personalissima scala dei valori questo basta a far salire il livello di attenzione… Non sono in condizioni per lanciarmi ora in riflessioni più o meno coerenti. Ma è difficile immaginare una democrazia in cui un giornalista non possa riportare fatti di cui è a conoscenza. Meglio non abbassare la guardia allora…

Cordata in partenza sul binario 5

E uno si chiede, perché spremersi le meningi ascrivere un post quando c’è così tanto materiale sottoutilizzato?

“Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l’ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se si mettono a zignare potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E’ una minaccia, non una decisione” (Il principale esponente, 24.04.08; Fonte Ansa)

“Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi” [...] “I fucili sono sempre caldi” (Il pistolero padano 29.04.2008; Fonte Ansa).

Fumogeni, cori da stadio, applausi, bandiere tricolori e saluti romani. Alla festa al Campidoglio per la vittoria di Gianni Alemanno sono spuntati anche quelli: i saluti in stile fascista sullo scalone che risale alla piazza del Comune. (Fonte: Repubblica)

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