Leggo. Molto. Soprattutto sul web. Sono fatto così, leggo perché cerco di capire, di sapere, di immagazzinare. E di tenere lontani altri pensieri. Anche l’etichetta dell’acqua minerale leggo, anche le scritte microscopiche ed asteriscate della pubblicità, anche le istruzioni d’uso della polenta valsugana se occorre. Leggo.
Da un paio di anni leggo anche Computer Idea. L’unico appuntamento fisso tra me e l’edicolante. Puntuale ogni 14 giorni. Ma ieri no, il numero 194 non era ancora in distribuzione. In qualche modo me lo aspettavo. La testata è oggetto di una “cessione di ramo di azienda” che l’ha portata dal gruppo Vnu ad un piccolo editore italiano (Hera edizioni) . Ma la cosa non è stata indolore a quanto apprendo.
Metà della redazione non ha trovato spazio nel nuovo progetto editoriale, e per un periodico scritto da sole 8 persone già questo potrebbe essere un colpo mortale. Dopo molti anni poi, CI non sarà in edicola per tutto il mese di agosto venendo meno ad una tradizione consolidata e credo anche molto apprezzata dai lettori. Peggio ancora sembra essere andata alla “sorella maggiore” PC Magazine dove addirittura sembra sia restato un solo redattore.
Su Computer Idea ho imparato molto di quel poco che so sull’informatica. Da molto tempo ormai non trovo più al suo interno “novità eclatanti” il che significa che la missione della pubblicazione è stata raggiunta. Eppure continuavo ad acquistarla. Per il lavoro e la professionalità di chi la scriveva, per qualche curiosità che fa sempre piacere conoscere, per l’acutezza dei suoi editoriali, e forse anche come forma di ringraziamento a posteriori.
Ed ora? ed ora c’è l’imbarazzo di chi sa di trovarsi d’avanti a qualcosa di diverso e non è certo di volerne ancora essere (se pur minima) parte. In bocca al lupo a chi è restato e buona fortuna a chi se ne è andato.