Archivio per la categoria 'Nostalgia'

Il silenzio assente dei suoi passi

di certe mattine fredde passate ad aspettare eventi di cui non capivo la portata, ricordo ancora il rumore dei suoi passi. un incedere asimmetrico che risuonava sul metallo delle scale e dei pontili dando il tempo ai miei occhi di voltarsi altrove e fissare il vuoto al di là del vetro. insignificanti dettagli, come il resto della vita.

risuonano ancora quei passi nei momenti di vuoto più profondo, quando ogni altro pensiero è stato stipato per far spazio al nulla. hanno il suono ovattato delle assenze, la consistenza delle orme sulla battìgia, i contorni sfumati di un disegno a matita.

Audiocassette: old and slow technology

(Vien quasi voglia di metterla su di un piedistallo tanto è stato difficile trovarne una… Meglio essere previdenti e comprare il Multipack da 5… Meglio essere ancora più previdenti e cominciare a risparmiare per un nuovo autoradio…)

The Sunday Post

Una umida domenica notte di fine novembre non è esattamente il momento migliore per farsi prendere dalla nostalgia. In effetti neppure un incandecente giovedì mattina di metà luglio lo sarebbe. Domani non sarà poi molto diverso da oggi, eppure una settimana che finisce è sempre un piccolo delitto che si consuma impunito.

E così quella entità eclettica detta pensiero è tornata agli anni antediploma, quando a quest’ora di certo ero già a letto sognando di chiudere una volta per tutte quella maledetta sveglia delle 5.45. E questo, nostalgia a parte, non mi manca per niente. Il lunedì era anche il giorno del pieno sull’autobus e del cronici ritardi che mi costringevano ad attraversare mezza città a passo di marcia. E poi, quando stai sotto i 18, la distanza che separa la luna dal sole è sempre più lunga di quel che poi è. Nostalgia a parte, neppure di questo si può pensare che provi rimpaito.

Non posso neppure dire che la vita a quel tempo era più semplice, perchè non sarebbe vero. Del resto le salite sono per lo più nella mia mente e solo in minima parte nel mondo che mi sta intorno. Eppure, nostalgia il tag che etichetta questa serata.

Investimenti

A Napoli la disoccupazione è un problema che va risolto. E i politici c’ è la stanno mettendo tutta. Hanno pensato di risolverlo con gli investimenti. Solo che poi hanno visto che con un camion dei carabinieri riescono a investirne uno, due. Quelli so tanti. Se vogliono risolvere veramente il problema, con una politica seria e impegnata, l’unica cosa è fare i camion più grossi. (Massimo Troisi)

Caro Computer Idea…

Leggo. Molto. Soprattutto sul web. Sono fatto così, leggo perché cerco di capire, di sapere, di immagazzinare. E di tenere lontani altri pensieri. Anche l’etichetta dell’acqua minerale leggo, anche le scritte microscopiche ed asteriscate della pubblicità, anche  le istruzioni d’uso della polenta valsugana se occorre. Leggo.

Da un paio di anni leggo anche Computer Idea. L’unico appuntamento fisso tra me e l’edicolante. Puntuale ogni 14 giorni. Ma ieri no, il numero 194 non era ancora in distribuzione. In qualche modo me lo aspettavo. La testata è oggetto di una “cessione di ramo di azienda” che l’ha portata dal gruppo Vnu ad un piccolo editore italiano (Hera edizioni) . Ma la cosa non è stata indolore a quanto apprendo.

Metà della redazione non ha trovato spazio nel nuovo progetto editoriale, e per un periodico scritto da sole 8 persone già questo potrebbe essere un colpo mortale. Dopo molti anni poi, CI non sarà in edicola per tutto il mese di agosto venendo meno ad una tradizione consolidata e credo anche molto apprezzata dai lettori. Peggio ancora sembra essere andata alla “sorella maggiore” PC Magazine dove addirittura sembra sia restato un solo redattore.

Su Computer Idea ho imparato molto di quel poco che so sull’informatica. Da molto tempo ormai non trovo più al suo interno “novità eclatanti” il che significa che la missione della pubblicazione è stata raggiunta. Eppure continuavo ad acquistarla. Per il lavoro e la professionalità di chi la scriveva, per qualche curiosità che fa sempre piacere conoscere, per l’acutezza dei suoi editoriali, e forse anche come forma di ringraziamento a posteriori.

Ed ora? ed ora c’è l’imbarazzo di chi sa di trovarsi d’avanti a qualcosa di diverso e non è certo di volerne ancora essere (se pur minima)  parte. In bocca al lupo a chi è restato e buona fortuna a chi se ne è andato.

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