Archivio per la categoria 'Computer'

Ho scritto un virus

… bhe virus forse è un parolone. Diciamo che è più che altro un codice dimostrativo. Una sequenza di comandi shell impacchettati in un file .bat a sua volta incapsulato in un autoestrante con l’icona di una un immagine .jpg. Di fatto non fa nulla se non aprire qualche centinaio di finestre del prompt dei comandi (quanto basta per impallare Windows e generare il caos).

Ma il punto è un altro. Ora che ci faccio?  E soprattutto perché ho scritto un virus?

( Tra l’altro 6 programmi su 32 su VirusTotal lo considerano veramente un virus… )

Ti Elimino

C’è chi chiede molto al proprio sistema operativo: effetti grafici in 3D, finestrelle che svolazzano come farfalle al vento, trasparenze più o meno osé. E ancora desktop “cubici” stabilità assoluta, reboot a scadenze pluriennali.

A me, a volte, basterebbe poter cancellare una cartella senza dover riavviare venti volte e riesumare i manuali del Dos 6.0. Miracoli del NTFS.

Il negozio Apple

Un aspirante utente Linux non dovrebbe mai entrare in un Apple Store. Non dovrebbe farlo neppure per curiosare e tanto meno alla ricerca di regali natalizi anticipati. Perché si sa chi lavora con Tux è abituato a mettere mano alle cose a fa ampio ricorso alla vecchia arte dell’arrangiarsi. Il sistema non vede un paio di volumi logici? Ci si arma di Kate e si edita a mano la tabella delle partizioni. Si vuole ascoltare un mp3? Ci si procura Audacity e lo si converte in ogg. E’ il prezzo da pagare alla libertà.

Ma non c’è nulla di peggio che un negozio Apple per far vacillare le flebili convinzioni di un principiante. Tu entri e il bianco ti acceca per qualche secondo. “Ho visto la luce” ti viene da pensare. Riacquistata in parte la vista si viene rapiti dallo scintillio dei colori, dal rigoroso ordine espositivo, dalla totale assenza di scatoloni sparsi sul pavimento, dal sorriso posticcio di chi ci lavora. Schede tecniche poche, del resto basta chiedere. Ma ogni domanda che fai suona sempre come un eccesso di pignoleria. “Funziona, vede basta premere qui”. “Il manuale? Non serve, è semplicissimo da usare, ma se proprio lo vuole lo può scaricare dai sito.” “iTunes? Lo trova in internet così è certo di scaricare l’ultima versione”. “Ah! E’ per una ragazza… Allora guardi questo rosso, è un colore appena introdotto nella gamma”.

A quel, punto nonostante i 79 euro di listino per una cosa grande poco più di una moneta da 2 euro, è troppo tardi. E ti senti quasi felice di poter mettere mano al portafogli e portarti a casa (anche se solo per pochi giorni :( ) qual aggeggio colorato nella sua bella teca di plastica trasparente. Senza contare l’effetto che fa andarsene in giro con la mela morsicata sulla busta. E ti rimane anche l’amaro in bocca per quel macbook nero e traslucido da cui non riuscivi a staccare gli occhi.

Fortuna che a casa ti accoglie il volto simpatico di un pinguino che se non altro ha il merito di riportati a terra, nel mondo di chi si arrangia da solo :|

C’è una mosca

C’è una mosca. In effetti potrebbero essere due che si danno il cambio, o chissà una intera staffetta . Mica è facile distinguere una mosca da un’altra (loro penseranno lo stesso di me?). Comunque dicevo, c’è una mosca che ronza attorno alla mia tastaiera da 102 tasti IBM Compatibile. Si avvicina attratta dallo sfarfallio del monitor nella penombra della stanza, gira attorno in perlustrazione e poi si posa. C’è questa mosca che ha molto spazio su cui atterrare ed ha anche la mia stanca tollernaza. Ma non le basta e deve per forza entrare in rotta di collisione con le mie pupille. Ad un certo punto penso che debba solo capire chi è comanda da queste parti ma sembra che le mie tecniche intimidatorie a colpi di “Corriere della Sera” non sortiscano effetti persuasivi. C’è una mosca e mi sta rendendo nervoso, è sabato sera ed ho 200 imprevisti chilometri alle spalle.

C’era una mosca.

Per le cose importati meglio passare altrove stasera.

|*-*| Silence of my home
|mood| Tired

Caro Computer Idea…

Leggo. Molto. Soprattutto sul web. Sono fatto così, leggo perché cerco di capire, di sapere, di immagazzinare. E di tenere lontani altri pensieri. Anche l’etichetta dell’acqua minerale leggo, anche le scritte microscopiche ed asteriscate della pubblicità, anche  le istruzioni d’uso della polenta valsugana se occorre. Leggo.

Da un paio di anni leggo anche Computer Idea. L’unico appuntamento fisso tra me e l’edicolante. Puntuale ogni 14 giorni. Ma ieri no, il numero 194 non era ancora in distribuzione. In qualche modo me lo aspettavo. La testata è oggetto di una “cessione di ramo di azienda” che l’ha portata dal gruppo Vnu ad un piccolo editore italiano (Hera edizioni) . Ma la cosa non è stata indolore a quanto apprendo.

Metà della redazione non ha trovato spazio nel nuovo progetto editoriale, e per un periodico scritto da sole 8 persone già questo potrebbe essere un colpo mortale. Dopo molti anni poi, CI non sarà in edicola per tutto il mese di agosto venendo meno ad una tradizione consolidata e credo anche molto apprezzata dai lettori. Peggio ancora sembra essere andata alla “sorella maggiore” PC Magazine dove addirittura sembra sia restato un solo redattore.

Su Computer Idea ho imparato molto di quel poco che so sull’informatica. Da molto tempo ormai non trovo più al suo interno “novità eclatanti” il che significa che la missione della pubblicazione è stata raggiunta. Eppure continuavo ad acquistarla. Per il lavoro e la professionalità di chi la scriveva, per qualche curiosità che fa sempre piacere conoscere, per l’acutezza dei suoi editoriali, e forse anche come forma di ringraziamento a posteriori.

Ed ora? ed ora c’è l’imbarazzo di chi sa di trovarsi d’avanti a qualcosa di diverso e non è certo di volerne ancora essere (se pur minima)  parte. In bocca al lupo a chi è restato e buona fortuna a chi se ne è andato.

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