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Torri di luce

torri di luce

7 cose da salvare

La lunghezza del giorno

Alcuni giorni sono più lunghi di altri. E non è una questione di tempi assoluti ma di intensità. Iniziano con il freddo pungente della notte nelle ore in cui più facile è sentire il rumore dei propri pensieri. E proseguono indefinitamente tra periodicità, attese mal riposte e sostanziale inutilità. Punti singolari che per qualche ragione continuo a cerchiare sul calendario quando sarebbe meglio passare direttamente oltre. Ma anche questi giorni, lentamente, arrivano alla fine.

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Caro diario…
Gli effetti del rosso e del blu. Una questione di motivazioni
Oggi niente post
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Fino allo stremo

Il battito è accelerato, irregolare a tratti. Il respiro è intenso ed espande avidamente il torace in cerca di altro ossigeno. Istante dopo istante, passo dopo passo i metri diventano chilometri. Ad ogni giro di orologio si fa più fatica, ad ogni movimento il dolore aumenta. Non c’è nulla in palio, ma non ci si può fermare lo stesso. Il traguardo, fissato quando l’ottimismo porta a sopravvalutarsi, appare lontano al punto di doverlo frazionare, quasi che a piccole dosi la somma sia inferire al totale.

Ed è nel mezzo di questo sforzo insensato che tutto diventa chiaro, nella fatica del movimento le idee cristallizzano e i nodi si sciolgono, per pochi sofferti istanti ogni tassello va al suo posto. Non fosse per la fatica e per il sudore che gronda dalla fronte, si vorrebbe restare ad oltranza in quello stato. Ma è solo un breve lasso prima che esausti si arresti il moto e si resti immobili per lunghi minuti da spendere  a riprendere coordinazione ed equilibrio nel mentre che la nebbia scende nuovamente ad offuscare i pensieri.

italia.it, italy.com, visititaly.com, insomma quel sito là

Io non ho giocato al superenalotto, non che non ci abbia pensato, ma poi finisco sempre per fare il calcolo delle probabilità e a deprimermi contando gli zeri. E poi 80 milioni di euro sono troppi per un solo essere umano (800 mila euro l’anno di soli interessi all’1%…).

Ma 58 milioni di euro sarebbe stati invece ottimamente spesi per promuovere il turismo italiano, peccato solo che siano finiti in quella voragine asettica che era italia.it. Ma si sa, le cattive idee hanno sempre troppi sostenitori, così la cosa potrebbe rinascere investendo altri 18 milioni di euro (anche questi troppi per una persona sola…). E giusto per irritare l’Accademia della Crusca, meglio cambiare anche nome con un più anglofono italy.com o visititaly.com.

E dire che le idee buone non mancano di certo, basterebbe chiedere a chi in rete ci lavora da anni. Basterebbe andare su Liber Liber e buttare un occhio sulla proposta “Un Wiki per Italia.it“.

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