Countdown

Mi sono dato un limite temporale. Non così immediato da non poterne sostenere lo scorrere, non così remoto da essere rarefatto. Questo countdown si concluderà comunque o con l’innesco di uno stater o con il suono di una campana. Niente vie di mezzo. Non c’è parola o immagine in questi giorni che non laceri il mio tessuto mostrandomi l’abisso in cui sono e la riva su cui invece dovrei essere. Una prossimità al punto di rottura che dovrebbe terrorizzarmi e che invece mi lascia quasi indifferente. E’ ormai così poco il valore che do alla mia vita da ritere che i due scenari in fondo si equivalgano.

Pensavo di averlo già scritto questo post. Ma non era così:

(23.12.2007) Che c’è da ridere?
Spot natalizi, di già. Il countdown parte ogni anno sempre un po’ prima, c’è un economia da mandare avanti e tanti sogni da distribuire. Sorridono, tutti indistitamente sorridono. Di queri sorrisi finti a doppia arcata con lo smalto bianco copiaincollato da photoshop. Sorridono di ogni cosa, di serpetine di luci che consumeranno migliaia di Megawatt, di una bevanda che c’è tutto l’anno ma che a dicembre chissà perché dovrebbe essere più buona, di una pasta lievitata e variamente farcita che farà la gioia dei dietologi, di povere piante destinate a fare da bacheca a lustrini di ogni taglia e colore.

Sorridono, tutti impietosamente sorridono. E sorridendo divetano ciechi. E sorridendo si immergono in un mondo ovattato dove non esiste altro che colori caldi e allegre melodie di contorno.

Che c’è da ridere?

Me ne rendo conto, a volte sono proprio un gran rompiscatole. Perdonami se puoi.

2 Risposte a “Countdown”


  1. 1 alessia Maggio 16, 2009 alle 11:12 pm

    Anche se e’ quasi estate, ritorno al tuo blog e trovo un paesaggio invernale, storie di spot natalizi e l’immagine di un freddo tramonto.

    Ti consiglio 30 minuti sotto il sole, senza pensieri, con un bicchiere di succo d’arancia.
    A.

  2. 2 demone Maggio 17, 2009 alle 10:20 pm

    Penso proprio che seguirò il tuo consiglio :)


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