L’accordo tra Abi e governo sulla rinegoziazione dei mutui potrebbe riguardare circa 1.250.000 famiglie: considerando un mutuo ventennale di 80.000 euro, il minor esborso previsto ammonterebbe a circa 850 euro su base annua. (AGI)
Sembra interessante! Ma lo è davvero? [1]
Anzitutto una considerazione banale. 1.25 milioni di famiglie italiane non dovrebbero trovarsi con un mutuo a tasso variabile. Il perché è presto detto, l’Italia viene da un decennio (da metà anni ‘90 fino al 2005/2006) di tassi in costante diminuzione. Regola elementare dell’economia vuole che più i tassi medi di riferimento sono bassi più aumenta la convenienza del tasso fisso. E Visto che si presume che ci lavora in banca due o tre pagine di economia nella sua vita le abbia lette ci sarebbe da chiedersi perché gli istituti di credito abbiano continuato a proporre tassi variabili ai loro clienti.
Ma veniamo all’oggi. 850 euro l’anno cazzo se farebbero comodo, e mica c’è da discutere su questo. Mi regalassero 850 euro non starei certo a fare lo schizzinoso io. Ma sarà per il fatto che a me a Natale le banche non regalano mai nulla, neppure una biro di plastica, eppure la cosa non mi torna. Allora mi chiedo, ma come funziona? Più o meno così: Il contraente va in banca e chiede di pagare 850 euro in meno come gli è stato detto da un uomo con pochi capelli (e neppure tutti suoi pare). L’impiegata sorride con quella faccia da prestampato che usa con tutti dopo un po’ torna con un bel malloppo di carte da firmare, la metà delle quale per il trattamento dei dati personali e l’accettazione esplicita delle clausole vessatorie. Ovviamente al cliente non passa neppure per l’anticamera del cervello di leggere tutto e si limita (come dargli torto?) a firmare a fianco della x.
Ma cosa dicono quei figli scritti con carattere 8? In pratica sono una rinegoziazione del mutuo (quello vecchio cioè viene estinto e se ne apre uno nuovo su basi diverse) che da tasso variabile viene convertito a tasso fisso prendendo come valore di riferimento un indice finanziario detto IRS riferito al 2006 ed aumentato dello 0.5%. Questo riporta il valore della rata vicino a quello che lo stesso contraente pagava proprio nel 2006. Fin qui quello che è passato in stereofonia sui media, ed effettivamente se il discorso fosse questo non ci sarebbe nulla di che lamentarsi… anziché istituti di credito le banche sarebbero realmente diventati istituti di carità.
Quello che ci si è ben guardati dal mettere in mostra è che il nuovo mutuo non è calcolato sull’importo iniziale finanziato ma su quello che le banche avrebbero ottenuto se il mutuo fosse restato a tasso variabile. la differenza tra la rata che si sarebbe dovuta pagare e quella che in realtà si pagherà viene girata in debito su un conto intestato allo stesso cliente sul quale ovviamente graveranno gli interessi passivi. Ovviamente è una canale a due vie, se cioè i tassi scendessero la differenza sarebbe positiva e quindi a favore del cliente, viceversa se i tassi continueranno a crescere si tratterà in pratica solo di nuovi debiti da pagare. Ora con un economia in recessione, materie prime alle stelle e inflazione galoppante, secondo voi che direzione prenderanno i tassi di interesse?
In sostanza quindi un mutuo ventennale potrebbe in poco tempo diventare trentennale. Le banche non ci rimettono un centesimo (se mai ci guadagnano ancora un po’), al cliente rimane solo il vantaggio (magari importante per carità) di una rata mensile più bassa.
Ma il cerchio non sarebbe completo senza una ulteriore nota. Un certo Ministro Bersani (da non confondere con il musicista) aveva introdotto nell’ultima finanziaria la così detta Portabilità dei Mutui. In altre parole ogni cliente insoddisfatto del trattamento della propria banca può negoziare condizioni migliori con un altro istituto, e se le ottiene può trasferire a costo zero il suo mutuo nella nuova banca. Chi si avvale di questa formula in media riesce a spuntare tassi più bassi di quelli attuali. Viceversa la rinegoziazione nata dall’accordo ABI – Governo conferma il tasso attuale e lo aggrava degli ulteriori interessi.
Morale delle favola, siamo tutti più felici. Sono più felici i cittadini che hanno l’illusione di avere un governo che fa i loro interessi. E’ più felice lo stesso Esecutivo che a costo zero si fa bello davanti all’elettorato. Sono più felici anche i Banchieri che alla fine (ma non c’erano dubbi…) ci guadagneranno ancora di più. Unico scontento è la matematica finanziaria che dopo il colpo subito è in prognosi riservata e a serio rischio della sopravvivenza.
[1] Citazione fine tratta da qui
1 Risposta a “Mutuo a sorpresa”