Chi è il nemico?

C’è nell’aria una frenetica ricerca del nemico, un bisogno incontrollato di catalizzare altrove paure inespresse. Una incarnazione del male stesso a cui attribuire colpe e responsabilità. Ogni popolo che ha perso la direzione ha bisogno di un nemico, di un fronte comune su cui coalizzare le idee più diverse accomunate però dalla medesima miopia.

Ed il nemico non può che essere l’anello debole, quello che non ha rappresentanza ne cittadinanza, quello verso cui è più facile fare la voce grossa e mostrarsi intransigenti. Forti con i deboli e deboli con i forti si direbbe.

Ma il nemico, quello vero, è sempre più vicino di quel che si pensi. Nella stessa strada o anche solo al piano di sopra. Si fa forte del suo potere, muove le leve restando nell’ombra. E’ invisibile e questa è la sua vera forza. E’ solo la necessità di tranquillizzare i nostri animi che ci spinge a cercarlo altrove, quasi fosse possibile definire i confini del male, quasi fosse una macchia nera in una distesa di neve bianca.

5 Risposte a “Chi è il nemico?”


  1. 1 Antonio Murabito Giugno 3, 2008 alle 2:33 pm

    Ancor prima di cercare e trovare il nemico è preferibile cercare e trovare l’amico con il quale progettare e costruire una comune crescita materiale, morale, culturale e spirituale, e nello stesso tempo individuare le forze materiali e immateriali che a questo progetto si oppongono.
    Gli amici, come proclamava Nunzio Filogamo, possono essere vicini e lontani, così pure i nemici.
    La delimitazione rigorosa dei nemici è importante, poiché non si tratta di una esclusione, ma proprio della ricerca di tutti coloro che cercano di frapporre ostacoli alla pacifica convivenza e alla cooperazione fra gli uomini.
    In una canzone (Perché non dormi fratello), Sergio Endrigo diceva: “Chi non ha più nemici non ha pietà”.
    In poche parole i nemici non devono essere gli emarginati, gli esclusi, ma coloro che spingono gli uomini a combattersi in una guerra tra poveri:
    i veri nemici sono coloro che praticano l’ingiustizia.

  2. 2 demone Giugno 3, 2008 alle 9:14 pm

    Vedi, il problema secondo me non è stabilire se esiste o no un nemico, quanto capire le motivazioni che ci portano a cercarlo in una direzione anziché in un altra. In questo momento più che cercare un nemico mi sembra che il paese cerchi un capro espiatorio.

  3. 3 riccardo Giugno 11, 2008 alle 5:27 pm

    Io penso (passerò per amante delle conciliazioni, ma non lo sono) che chi detiene il potere e lo usa per praticare l’ingiustizia, abbia un gran bisogno di cercare un capro espiatorio.
    Il capro espiatorio permette, infatti, a “lorsignori” di infliggere agli sfruttati il classico divide et impera; in tal modo costoro possono continuare a star comodi al suo posto, mentre i poveracci passano dal “semplice” pregiudizio (culturale, religioso ecc.) al vero e proprio macello.

  4. 4 demone Giugno 11, 2008 alle 10:56 pm

    Qui io cerco di non generalizzare mai, però il senso è quello. Creare consenso sulla paure è indubbiamente più facile, ma è anche intrinsecamente più pericoloso.

  5. 5 riccardo Giugno 12, 2008 alle 8:37 am

    Errata corrige: “continuare a star comodi al loro posto.”


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