Urla pure, nessuno è in ascolto
Basta una frase a creare scompiglio, basta guardare un po’ oltre la porta. Si ribaltino i cieli ed emerga il sommerso. Quando sarebbe bene dormire nascon invece i pensieri più neri.
Di pagina in pagina leggi il dolore, leggi le storie in cui ti rispecchi, leggi quel male che erode da dentro. E anche laddove abbondan i sorrisi, se guardi più a fondo trovi sempre del nero. Si scrive di getto si legge “sto male”, sono urla nel vuoto che nessuno più ascolta. Sono piccole e grandi vicende che su binari ideali scorrono veloci come l’acqua in un fiume. Senza che un segno debba restare, senza pretesa di guidare nessuno.
Un segnale nel nulla che prova a parlare di quel che si ha dentro. Di quei tormenti interiori che non ti fanno dormire, di quelle paure profonde che non osi svelare. E poco ti importa di che pensa chi passa, sono righe cifrate scritte per se ma pensate per altri. Sono teche di vetro in cui puoi guardare quanto contorta può esser la vita. Mille cose per cui ringraziare e pur sempre infelici.
Piccole bacheche a cui affiggere un sogno, fragili ancore che ti legano al mondo. Apostrofi intrisi di rabbia che celan ferite profonde. Isole di solitudini a volte cercate a volte subite ma non per questo meno assolute.
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- Published:
- Maggio 8, 2008 / 12:29 am
- Category:
- Demone, Male di vivere
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