Post in sospeso
Il successo di una idea in internet si misura sempre sui numeri. E’ un problema di massa critica, per far parlare di una cosa occorre potervi associare cifre con molto zeri. La blogsfera non fa eccezzione. Ci sono piattaforme come Blogger che vantano più di 15 milioni di blog attivi, un ibrido come il Live Space di Microsoft ne annovera quasi 50. Numeri appunto.
Se però si naviga di blog in blog con criterio random ci si accorge subito di quanto poco significativi siano certi proclami. Personalmente provo sempre un pizzico di tristezza nel rileggere, magari a distanza di molto tempo, un blog da cui ero già passato e scoprire che da un certo punto in avanti non è più stato aggiornato.
Sono quei post rimasti in sospeso, senza un congedo e senza una riga di saluto. Un po’ come perdere i contatti con una persona che si conosceva e chiedersi di tanto in tanto che fine abbia fatto. Stasera però sono in vena di ottimismi per cui mi piace pensare che quegli autori abbiano trovato di meglio da fare che battere freneticamente le dita su di una tastiera.
Una cosa posso promettertela però. Se capiterà (o forse sarebbe meglio dire quando capiterà) di non poter più blaterare su questo nonblog, mi impegno a scrivere la parola fine così ché chi vi giunga possa leggerla e riporre il libro sullo scaffale.
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