Silenzi

«Per me la più piccola parola è circondata da acri ed acri di silenzio, e perfino quando riesco a fissare quella parola sulla pagina mi sembra della stessa natura di un miraggio, un granello di dubbio che scintilla nella sabbia».

– Paul Auster

pAssAto

A: Non puoi avere un futuro se pensi sempre al passato. Anzi non puoi avere neppure un presente se non sei capace di lasciarti dietro ciò che è stato, ciò che sarebbe potuto essere e ciò che non si è realizzato. Tu ha deciso di non vivere, di lasciare che il tempo scorra su di te, di rinunciare ad ogni traguardo ancor prima di aver provato a raggiungerlo. Ti sei arreso…

I: …

A: .. perfino i tuoi sogni notturni sono rimasti fermi a quegl’anni, a quelle lunghe ore sotto il sole passate sugli autobus affollati di gente a ripercorrere ogni giorno lo stesso tratto di strada, a fissare dal finestrino lo scorrere del paesaggio, a temere ogni volta di perdere la coincidenza, e a far finta che tutto fosse normale… La tua mente non vive in questo tempo e forse è per questo che ti importa così poco di tutto ciò che ti accade intorno.

La pagina sinistra

Odiavo, se così impegnativa parola può applicarsi a così modesta esperienza, la pagina sinistra. Con quelle sue scritte in trasparenza ed i segni a sbalzo di incerte linee tracciate con mano troppo pesante. Odiavo anche le righe ed i quadri quando non si allineavano sulle due facciate e ingannavano l’occhio distratto e la mano già stanca. Pesava, eccome, quel senso di vissuto ed imperfetto che solo una grana più alta a volte riusciva a mitigare. Passavo veloce sulla pagine sinistre, lasciando spazi più grandi e non arrivando mai al fondo. Ogni nuovo assioma suonava come un invito a passare alla pagina dopo, a riprendere le file dell’ordine e del fatto bene, la cura del dettaglio e la precisione di ogni parola. Quasi un nonsenso a ripensarci, perché il mio più che uno scrivere era un imbrattare gravato da una grafia a trattai indecifrabile divenuta col tempo minuscola ed stilizzata ma egualmente incomprensibile. 

La vita, la mia almeno, è una pagina sinistra perpetua con la quale, nonostante gli anni, non ho ancora imparato a coesistere.

Bontà divina…

«Se dio non può impedire il male, allora questo significa che non è dio; e se invece può evitare che accadano cose malvagie e non lo fa, questo significa che non è buono.»

- Buddha

Prima di giudicare

“Molte persone sono disposte a tutto pur di essere accettate. E sai perché? Perché in tutti noi esiste un terrore atavico di restare soli, e per alcuni più che per altri questo pensiero è insostenibile. La solitudine è una male che non puoi comprendere leggendo un libro, è come il silenzio più assoluto in cui anche i tuoi passi e le tua parole di dissolvono nel nulla. La solitudine è prima di ogni altra cosa, un’incapacità di esperire ad altri quel che ti porti dentro.”

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